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22 Novembre 2009

Da un canto degli indiani Navajos

Non piangete sulla mia tomba non è lì che sono.
Sono là dove i mille venti spirano,
sono il bagliore accecante della neve,
sono il raggio di sole sul grano maturo,
sono la pioggia di autunno che cade leggera
al Vostro risveglio nella quiete del mattino,
sono il lesto frullare di ali nel cielo,
sono il chiarore delle stelle nella notte buia.

Non piangete sulla mia tomba, non è li' che sono.


Fonte: ajelli.blogspot.com

 
20 Ottobre 2009

L'ora di religione

Maestra: È ora di parlare un po' di religione bambini.
Maestra: Chi è che dà al Presidente il potere di governare?
Bambini: "il popolo"
Maestra: E chi è il popolo?
Bambini: "siamo noi"

Detto questo, detto tutto.

Secoli fa era Dio a legittimare il sovrano
. O meglio era il popolo che credeva in Dio a legittimare il sovrano.
E cosa faceva il sovrano?
Prendeva 9/10 del raccolto del popolo, prendeva le vergini, prendeva le terre e a muoveva guerra contro chi non era assoggettato al suo potere (gli infedeli).

"Come erano stolti i credenti di allora!".
Oggi ci meravigliamo di come in quel periodo il pensiero popolare fosse chiaramente "limitato" e ci scandaliziamo nel constatare come esso venisse abusato contro gli stessi fedeli.
"Oggi per fortuna siamo in uno stato laico, in cui le religioni non hanno più quel potere." Anche se non è del tutto vero, è vero che la religione Cattolica non ha più tutto quel potere, perché il potere temporale oggi non è più Dio a concederlo, ma "il popolo".

Oggi il sovrano è legittimato a governare dal voto:"espressione del volere popolare". Ed oggi come allora il popolo riconosce al sovrano questo diritto.

E cosa fa il sovrano oggi?
Le stesse cose di allora!


Oggi come allora ai fedeli della Democrazia ("liberi cittadini"..) vengono tolti 9/10 di quel che producono (tra banche, WTO, etc), oggi come allora ai fedeli viene tolta la libertà di pensiero (con la propaganda pervasiva), oggi come allora si fanno guerre sante per convertire gli infedeli, ovvero per esportare la nuova religione: la Democrazia.
Il tutto è come sempre mascherato da parole altisonanti come: "libero cittadino", "democrazia", "libertà", che confondono le idee e fanno apparire diversamente le cose.

Se fossi al vertice esporterei anche io la Democrazia, intesa in questo senso: esporterei il mio diritto al controllo sul mondo.

Cosa è cambiato da allora? Certo non il contenuto, non la sostanza. È solo cambiata la forma. Un giorno rideranno e si meraviglieranno anche della nostra stupidità.

Si potrebbe allora pensare: ciò che bisogna portare avanti allora non è la democrazia, perché essa ha solo permesso di spostare il potere dalle mani dei Religiosi e dei Nobili, alle mani dei Borghesi (che sono gli stessi che hanno organizzato la Rivoluzione Francese). Ciò che bisogna portare avanti è invece l'emancipazione dell'uomo dal credere in cose esterne al suo cuore. Tutto quel che serve per capire il mondo e per rapportarsi agli altri, un uomo può trovarlo dentro di se. Con la giusta educazione, naturalmente!...

Il limite di questa affermazione è l:"educazione". Il mezzo appare chiaramente in contraddizione col fine.
Il fatto è che l'uomo può plasmare l'uomo ed è solo grazie a questo suo auto-plasmarsi che è riuscito ad ottenere molte delle sue conquiste. Auto-plasmandosi è libero di agire in un modo che altri animali non possono fare e così agendo diventa però schiavo di una logica di potere piramidale. Più una persona è lontana dal vertice, più è schiavizzata. E questo aumenta tanto più impegnativi sono gli obiettivi da raggiungere e quanto più è forte l'"educazione", il "credo".
E cosa succederebbe se invece l'uomo dimenticasse tutto, cancellasse la cultura e lasciasse crescre i propri figli allo stato brado, senza educazione? Forse essi ed i loro posteri ripercorrerebbero le stesse orme percorse dall'uomo prima dell'azzeramento e ci si ritroverebbe punto e a capo, con forse anche qualche rischio in più dovuto all'interazione col resto del cosmo (altre specie dominanti che nel frattempo si potrebbero imporre, meteoriti in arrivo dall'universo, etc). Oppure, più probabilmente visto che il cervello si è nel frattempo evoluto, prenderebbero un altro percorso e giungerebbero più infretta ad una soluzione migliore.
Fatto sta che anche per seguire quest'ultima idea sarebbe necessaria un imposizione dall'alto (nessuno dimentica naturalmente tutto ciò che ha imparato e smette di insegnarlo ai propri figli) in pieno stile: potere piramidale.
Probabilmente sono queste contraddizioni che hanno sempre fatto percepire a molti uomini la sensazione di trovarsi in un "tempo matto", in un "periodo scuro".

L'unica via che vedo io -e con questo ho veramente concluso- è quella indicata da molte scuole di pensiero orientale: senza veramente dimenticare tutto, esercitarsi a farlo, esercitarsi a lasciare un pò andare i concetti fissati, il raziocinio e la logica ed a rientrare in contatto con l'universo che abbiamo in noi, fermandoci, almeno per un po', ad ascoltare.
Così facendo non si rivoluziona il mondo, ma si ampliano la consapevolezza e l'intelligenza delle persone e si procede verso un futuro che si spera migliore.

 
18 Luglio 2009

Un luogo nella mente

Ci sono luoghi che con la loro forza spirituale ci riportano alle radici del nostro vero essere e ci raccontano un pò di Verità su chi/cosa siamo in questo mondo: fragranti boschi di abeti secolari, montagne sacre dai perenni ghiacci, maestose e roboanti cascate d'acqua che si sprigionano tra imponenti rocce erose dal tempo, luoghi sommersi e silenti in cui la vita è sospesa e fluisce impercettibilmente, microscopici angoli di brulicante di vita multiforme.
Luoghi perduti e immaginari, ma anche luoghi reali e tangibili, impressi nella memoria di chi li ha visitati.

Angel Fall

Tanti di noi almeno una volta nella loro vita si sono immersi e persi in qualcuno di questi luoghi, immaginari o reali che fossero; tanti hanno sperimentato la sensazione di far parte di qualcosa di più grande, di essere presenti a condividere un attimo di grandezza e di eternità. Tuttavia pochi forse si sono accorti di una cosa: quando ci imbattiamo in qualcuno di questi luoghi lo riconosciamo e comprendiamo immediatamente, ci rendiamo subito conto di essere davanti a qualcosa di grandioso. A volte ci capita persino di riconoscere nel dettaglio luoghi o persone che non avevamo mai visto prima. Questo accade perchè in una certa misura la nostra mente conosce già quei luoghi, quei momenti e quelle sensazioni che essa stessa genera. In essa è già scritto il principio di tutto ciò che viviamo, in essa si trovano già in potenza tutti i momenti ed i luoghi magnifici che abbiamo visto e spesso sognato.

Per questo motivo non è necessario raggiungere fisicamente un luogo per poter recuperare quelle sensazioni elementari, vere e ferme, che ci fanno dimenticare la confusione, l'agitazione e l'ansia del vivere nella società che muta e che Ci muta. È sufficiente ricondursi ad essi con il pensiero: rallentare il fluire agitato dei pensieri e delle preoccupazioni e cercare di ricordarsi un'immenso mare, un magnifico cielo stellato, un fresco bosco d'estate, una cima innevata, il sorriso di un bambino, l'amore di una madre, il ruzzolare dei cuccioli.
A quel punto, rilassati e liberi da costrizioni mentali possiamo rimanere immobili ed ascoltare noi stessi, possiamo sentire come noi stessi stiamo fluendo, come stiamo fluendo insieme al resto, all'unisono, ognuno a modo suo, ognuno col suo ritmo; tutti mossi dalla stessa grande energia che permea e genera ordinatamente ogni cosa, quella stessa energia che molti chiamano Dio. Possiamo vedere la vita nel movimento dell'acqua, o delle nuvole, nel lento movimento delle montagne e dei sassi. Possiamo vedere come l'intelligenza dell'uomo, le capacità acrobatiche di un uccello, o le circonvoluzioni delle galassie siano una manifestazione emergente dell'intelligenza di questa energia sommersa. Possiamo vedere chiaramente come da un sasso lanciato nello spazio nasca la vita, come tutto si compenetri, come tutto dipenda da tutto e come tutto sia in potenza tutto.

Dobbiamo ricordarci di non essere solo la vita quotidiana -e spesso alienante- che stiamo vivendo, ma di essere qualcosa di più, di essere parte di qualcosa di più grande, di una più grande vita che danza infinitamente roteando.
Dobbiamo ricordarci che in noi stessi, così come negli esseri più piccoli ed apparentemente insignificanti, v'è il principio del mare, il seme della grande montagna e la stessa vita che muove le stelle.

Tutto nell'universo è vivo, anche i sassi, anche i metalli. Tutto è degno di considerazione e di massimo rispetto, anche il pollo che mangi a pranzo, anche i sassi che calpesti in spiaggia, anche l'ultimo uomo nell'ultima fottutissima catena di montaggio in Zambia, anche tu. Se non rispetti l'erba che calpesti, o il maiale che uccidi, non rispetti te stesso. Se entri nella logica che il più forte è da rispettare ed il più debole da deridere, deridi te stesso.

 
11 Giugno 2009

Come un albero in citta'

In ogni tempo ed in ogni luogo: dalla Grecita' all'antica Cina, dall'Italia alla Persia, si trovano sempre persone in grado di effettuare compiutamente un'analisi critica dell'ambiente in cui si trovano e di individuare possibili azioni migliorative -che spesso pero' non avvengono-.

La maggioranza di queste persone si fa' travolgere e trascinare nell'oblio:

  • alcuni decidono di prendere parte all'ingiustizia ed alla violenza, per trarne vantaggio
  • altri invece si scagliano contro e lottano per un mondo ideale
  • altri ancora si smarriscono/periscono sconcertati difronte alla grande ingiustizia e ignoranza che li circonda

Solo pochi, infine, riescono a rimanere fermi ed a perpetuare il proprio ceppo.

Questi ultimi sono come un albero: un albero rimane sempre un albero, pacifico e sereno cresce e sparge le proprie sementi per il mondo, anche se e' cresciuto sulla roccia, anche se e' su di un marciapiede a Milano, anche se.

Non v'e' nulla di cosi' straordinariamente negativo nel nostro tempo che possa giustificare una resa al cinismo ed alla rassegnazione, ne' nulla di cosi' positivo nella rivoluzione e nella guerra che possa convincere a vederle come vero strumento di cambiamento.

Vi dico come la vedo io: cerchero' di vivere la mia vita in modo del tutto naturale, con i miei semplici pensieri, con le brevi conversazioni e con le piccole azioni quotidiane. Non smettero' mai di credere, ma non combattero' piu' per un mondo ideale. Non saro' mai santo, non saro' un eroe, non saro' un martire, non un persecutore. Perche' niente di tutto cio' mi interessa.

Crescero' come un albero, fluiro' come una goccia d'acqua. (questo e' almeno il mio auspicio)

 
11 Aprile 2009

Meditazione

Meditazione

Il problema non è star seduto lì, il problema è entrare, inconsciamente proprio, per spinta interiore, in una dimensione in cui senti che le cose non sono come appaiono, che c'è un altro livello. E questo è quello che ti consola, che ti tira su, a cui ricorri, a cui puoi ritornare.
E solo concentrandoti e lasciando fuori tutto quello che è fuori... Tutto quello che è fuori lo lasci fuori da te, fuori, fuori, fuori - i rumori, gli uccellini, le passioni, le delusioni - fuori, fuori. E rimane questo nucleo vuoto, se vuoi, che sei tu. O almeno, non il tu Folco, ma quel tu che è parte di questa cosa che non è nemmeno l'umanità, è il cosmo.
E quando incominci a vederle così, le cose cambiano.

 
18 Giugno 2008

Il saggio reggente ed il suo grande popolo

Il saggio reggente è una persona che governa una comunità negli interessi della comunità, secondo una visione unitaria della stessa.
Il saggio reggente è saggio perchè conosce il suo popolo e la natura delle cose.
Il saggio reggente sa fare in modo che le varie tensioni, le varie pulsioni, le varie forze convergano verso un punto di equilibrio dinamico ed in perenne divenire, in cui tutte quante siano parzialmente soddisfatte (una specie di convergenza ad una funzione ai minimi quadrati).
Il saggio reggente sa dimostrare al suo grande popolo che questo è il massimo ed il meglio che si possa fare. Il suo grande popolo pretende da egli tale dimostrazione.
Il grande popolo è composto di persone che hanno a cuore le sorti del popolo stesso.
Il grande popolo è acculturato e saggio parimenti al suo reggente.
Il grande popolo si comporta come un reggente facendo in modo che -nel piccolo- le varie tensioni, le varie pulsioni, le varie forze convergano verso un punto di equilibrio dinamico ed in perenne divenire, in cui tutte quante siano parzialmente soddisfatte.
Il grande popolo sa dimostrare a se stesso che questo è il massimo ed il meglio che si possa fare.

In alcune comunità anche grandi questo avviene o è avvenuto.

Perché nelle grandi comunità generiche quali le nostre società democratiche ciò avviene sempre di meno?
Perché il vertice della FAO fallisce miseramente? Perché la Cina dell'antica saggezza Taoista massacra i monaci e vuole le olimpiadi? Perché si istigano i contrasti tra poveri invece di lavorare per migliorare le loro condizioni sociali?
E' ottusità quella con cui oggi giorno i governanti conducono i loro sottoposti? O deliberata astuta negligenza a fini puramente personali?

In verità vi dico: abbiamo perso di vista l'obiettivo a lungo termine (il punto di convergenza) e ci stiamo tutti dedicando alle singole attività individuali, demandando agli altri ed a domani il compito di reggere quelle invece collettive. Questo tanto da parte del saggio reggente, quanto da parte del popolo. In un organizzazione sociale che ha nel suo punto di convergenza ed equilibrio il controllo popolare, quando questo controllo viene a mancare il sistema degenera e diverge nel caos.
Questo siamo in questo momento: un insieme di carrette, di bagnarole del mare che stanno divergendo.
Basta scaricare tutta la colpa ai governanti!
Pochi quì in basso stanno facendo qualcosa per reggere il sistema e tutti invece si lamentano del sistema che non regge!
Perché il sistema regga c'è bisogno di una precisa azione di compensazione degli squilibri e di ricerca dell'ottimo! Senza questa azione la nave è in mano a timonieri ciucchi che non la portano da nessuna parte!

Dev'essere il popolo a reggere uno stato!
Non lo stato a reggere il popolo!


I governanti saranno anche i peggiori di sempre (cosa che non credo) e le condizioni economiche mondiali anche, ma se a questo punto non prendiamo noi in mano il timone, forse non ci sarà più occasione per farlo!

Spesso in passato ho avuto da ridire contro il governo ed ancora mi capita di farlo, ma più di tutto oggi ho da ridire contro il popolo! "Alzati Italia!" dice goffamente qualcuno! Ma ha ragione! Alzati! ItaliaNO! Apri gli occhi! Ognuno di noi deve dare il suo contributo se vuole che il sistema vada avanti!


AGGIORNAMENTO:
Ho eliminato la prima parte del post su "La natura delle cose" perché mi sono reso conto che era un'accozzaglia di frasi scollegate. Il problema è che a volte scrivo e pubblico troppo di getto... Mi ripropongo di riformulare più seriamente le argomentazioni precedentemente solo abbozzate e ripubblicare prossimamente qualcosa di assennato.

 
01 Giugno 2008

Che cosa è Assoluto?

Assoluto è Niente
Che cosa è Niente?
Niente è Assoluto

 
01 Maggio 2007

Pubblico e privato

-Stimolato dal commento di gabrigiaco al mio ultimo post, riporto quì un mio aforisma sulla questione-

Il pubblico è stato esautorato dal privato, questo è un dato di fatto: le multinazionali non rispettano nessun confine, quindi nessuna legge, le lobby dettano la politica interna ed estera a 360°, i politici sono grandi imprenditori o personaggi di successo.. il WTO detiene un potere di assoluta egemonia sui governi nazionali.

Ma questo lo sappiamo tutti.

Quel che è grave è che il pubblico, esautorato dal privato, non è rimasto chiuso in un angolo ad opporre una eroica resistenza, no, il pubblico ora lavora felicemente per il privato e quel che è ancora più grave è che questa totale ed incondizionata resa si è consumata istantaneamente, senza perdite e senza resistenze. Il pubblico si è arreso immediatamente alla potenza del privato, direi che vi si è abbandonato naturalmente, come un rospo che non vede l'ora di tornare nel fango dal quale era uscito.


Il privato ha quindi preso il potere e l'ha fatto, come tutti possiamo constatare, senza spargimenti di sangue, senza battaglie ed in un modo sostanzialmente non invertibile. Non si può rovesciare il privato, si può cambiare il governo pubblico, ma l'asservimento di questo al privato non è mai messo in discussione.

Di che privato stiamo parlando?

Esistono sostanzialmente due tipi di privato oggi giorno: il privato delle persone fisiche (io che scrivo, tu che leggi, e tutti noi presi singolarmente) ed il privato delle persone giuridiche (società di persone e società di capitali).

Il privato di cui abbiamo parlato sin'ora è il privato delle società di capitali, ma cosa ne è delle altre forme di privato? Della forma di privato per eccellenza, del privato delle persone fisiche?

Nel momento in cui il privato delle società di capitali ha preso il potere, si sono verificati due radicali mutamenti in questo:

1)Il privato delle persone fisiche è stato istantaneamente acquisito -in termini di proprietà materiale- dal privato delle società di capitali, le quali a loro volta hanno immediatamente iniziato nei suoi confronti una rapida procedura di analfabetizzazione e riduzione in schiavitù;

2)Il privato delle persone fisiche -comprensibilmente- ha  reagito smettendo di credere nel pubblico, smettendo di partecipare e smettendo di attivarsi. Le società di persone, le associazioni non governative, le onlus, agli occhi del privato, non sono più credibili ed attraenti della vecchia, logora ed olezzosa classe politica del pubblico.

Il privato delle persone fisiche è quindi oggi più egoista, più chiuso e più ignorante. Ringraziamo tutti il pubblico per questo, rallegrandoci con lui per la sua rozza gozzovigliaggine e la sua puerile meschinità, ma facciamoci anche un sincero esame di coscienza per quello che non abbiamo fatto per impedirlo e soprattutto per quello che non stiamo facendo.

Ma torniamo a noi..

Il privato come filosofia di vita, il privato come credo, come servo, come padrone, il privato come Dio. Il privato a ben vedere permea totalmente la nostra società fino all'ultimo e più angusto poro, ne siamo tutti saturati: respiriamo la sua aria, guidiamo i suoi veicoli, mangiamo i suoi frutti, beviamo alle sue fonti, studiamo nelle sue scuole, dormiamo nelle sue case, socializziamo nei suoi pub. Noi siamo il privato e siamo in lui, grazie a lui.

Alla faccia della separazione delle cariche, della pluralità dei punti di vista, della cultura e della Democrazia!

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Come liberarsi da questa Tirannia?

Un parlamento mondiale sarebbe l'unica soluzione per contenere la potenza delle multinazionali, ma questo non risolverebbe il problema delle lobby, della corruzione del pubblico e comuque è un obbiettivo talmente distante da apparire pura utopia.. soprattutto nelle condizioni in cui versiamo oggi.

Bisogna cominciare dal basso, bisogna cominciare da noi stessi, dobbiamo cominciare a farci quel famoso esame di coscienza e bisogna ricordarsi di farselo tutte le sere prima di andare a letto. Dobbiamo iniziare a limare e rimuovere le ideologie, i pregiudizi, i vizi e la superbia, sforzandoci di ragionare liberamente, di parlare liberamente, usando un linguaggio nuovo ma rispettoso delle parole, sforzandoci di agire coerentemente con il nostro pensiero contingente ed iniziando a cercarci, trovarci ed a stringere collaborazioni e sintonie positive.

Cominciamo a fare qualcosa nel nostro piccolo, secondo le nostre modeste possibilità, senza superbia, senza secondi fini, con sincerità e motivazione, cominciamo a piccoli passi e poi si vedrà...

Iniziative IMHO da sostenere:

www.partito-pirata.it Cultura Libera, Diritto d'autore, Privacy e Libertà d'espressione

www.winstonsmith.info NO AL GRANDE FRATELLO, SI AL DIRITTO ALLA PRIVACY ED ALLA LIBERTÀ DI PENSIERO


www.lifegate.it ECOCULTURA e Musica Indipendente

www.no1984.org NO AL TRUSTED COMPUTING

ww.fsfeurope.org SOFTWARE LIBERO == LIBERTÀ

www.indymedia.org INFORMAZIONE INDIPENDENTE

 
07 Luglio 2006

La Democrazia e gli Stati Uniti D'America

PARTE 1 : LA DEMOCRAZIA
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Cos'è una Democrazia?
- È il governo del popolo? No.. la storia dimostra che a volte il popolo si è dato governi autoritari.
- È il governo della maggioranza? No.. la Democrazia non prevede forme di prevaricazione sulle minoranze.
- Fiorenzo Galli, che ci diede lezioni di Democrazia la definì (citando, come mi è stato fatto notare, K.Popper) come segue: "esiste solo se si realizzano e si difendono (con la partecipazione popolare) quei pilastri e quelle precise istituzioni che permettono di rovesciare i governi senza spargimenti di sangue." e io non saprei trovare una definizione migliore.
- Churchill disse che: "La democrazia è la peggiore forma di governo, però migliore di tutte le altre che siano mai state tentate", intendendo probabilmente dire che chi cerca il sistema perfetto sarà sicuramente contro la democrazia ma non realizzerà nulla di meglio; ovvero la democrazia imperfetta è la migliore forma di governo a tutela della libertà degli uomini, che sia mai stata inventata e applicata.

Pilastri e Fondamenta della Democrazia
Un pilastro importante su cui si fonda una Democrazia tipicamente è rappresentato dalla suddivisione dei poteri e dal loro bilanciamento.
Perché è da considerare un pilastro?
La storia dimostra che chi ha il potere tende ad abusarne sempre e che maggiore è il potere in questione, maggiore è questa tendenza ed il relativo pericolo.

Il “piedistallo” che sta alla base del pilastro della suddivisione dei poteri è la Pluralità dei punti di vista che permette a persone diverse di pensare in modo diverso. Se queste persone pensassero come una singola persona, ciò annullerebbe i vantaggi della divisione dei poteri.

Infine il fondamento su cui si poggia il “piedistallo” della pluralità dei punti di vista è la Cultura, senza la quale non cisarebbero medici, storici, letterati, musicisti o filosofi e quindi non ci sarebbe una pluralità di punti di vista, ma solo una massa informe facilmente assoggettabile dalla propaganda.


Nella realtà fisica questi pilastri sono rappresentati dalle istituzioni che li difendono, intaccare queste istituzioni significa intaccare questi pilastri.

In ogni stato, che sia Democratico o meno, vedo diverse libertà-sicurezze che si contrappongo:
- la sicurezza sociale/economica (la sicurezza di essere curati se ci si ammala, di avere una pensione, di poter dare una istruzione ai propri figli) contrapposta alla libertà sociale/economica;
- la sicurezza militare/poliziesca (la sicurezza di sapere che chi va contro la legge verrà presto punito), contrapposta alla libertà di azione;
- la sicurezza morale/ideologica/politica (la sicurezza di avere una singola costruzione morale/ideologica a fondamento della vita nello stato), contrapposta alla libertà di pensiero.

Io definirei una Democrazia "Sana" se:

1) La relazione booleana: ("cultura" && "pluralità dei punti di vista" && "separazione delle cariche" == VERO && VERO && VERO) == VERO ed è fisicamente rappresentata da delle forti istituzioni;

2)Le libertà e sicurezze sopracitate sono bilanciate, senza che una singola libertà/sicurezza annulli l'opposta sicurezza/libertà.

3)Vi è un ampia partecipazione popolare alla vita democratica e alla difesa dei pilastri (e delle relative istituzioni) sopracitati.

Se una democrazia è Sana, "andare contro leggi sbagliate"(ovvero opporvisi con mezzi democratici) è una procedura relativamente semplice, i rischi/pericoli per la libertà dei cittadini sono molto ridotti e non vi è nessun motivo per cui un cittadino "Sano" dovrebbe violare le leggi.

Se una democrazia è INSana, "andare contro leggi sbagliate" per vie democratiche è difficile, vi sono pericoli seri per la libertà dei cittadini e possono configurarsi dei casi in cui un cittadino “Sano” sia costretto a disubbidire alla legge per comportarsi in modo “Sano”.
Prendiamo l'esempio di una legge o di un istituzione che obblighi tutti a pensare e a comportarsi nello stesso modo riguardo ad una determinata questione (per esempio, riguardo a una guerra o a una correntepolitica): in una Democrazia Non Sana in cui vi è uno sbilanciamento totale verso la sicurezza morale/ideologica ciò è possibile.
Un chiaro esempio sono i periodi di psicosi collettiva puritana o anticomunista (maccartismo)che hanno attraversato gli Stati Uniti...
In una tale situazione, anche solo per salvarsi, un cittadino "sano"è costretto a disubbidire alla legge.



PARTE 2: GLI STATI UNITI
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Per quanto riguarda gli Stati Uniti è possibile fare due semplici considerazioni:

1) La libertà economica è incredibilmente superiore alla sicurezza economica/sociale;


2) In questo momento vi è un forte bisogno di sicurezza.
Apparentemente si parla di di sicurezza militare/poliziesca. Tuttavia l'esigenza profonda che ne è alla base, è la sicurezza morale/ideologica/politica (non è un caso che in questo periodo ci sia stato un grande ritorno alla religione). La sicurezza morale/ideologica serve a supportare la lotta al terrorismo, che a sua volta ha come scopo il rafforzamento della sicurezza militare/poliziesca.

Queste due considerazioni bastano a configurare gli Stati Uniti di questo periodo come una Democrazia "INSana":


La mancanza totale di sicurezza sociale porta inevitabilmente ad una mancanza di cultura nelle fasce basse della popolazione (negli USA ci sono più di 30 milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà ed il numero è in aumento...) la quale a sua volta favorisce la sicurezza morale/ideologica per mezzo della propaganda.
Lo sbilanciamento verso la sicurezza morale/ideologica/politica mina la pluralità dei punti di vista, il quale a sua volta rende inutile la separazione delle cariche e dei poteri.
Questa situazione rende plausibile l'esistenza di leggi completamente insane.
L'altissima sicurezza militare può quindi essere usata per consegnare i cittadini sani nelle mani del governo insano.



PARTE 3: CONCLUSIONE PERSONALE
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Alla base di tutto come si può ben vedere vi è la mancanza di sicurezza sociale che porta alla mancanza di cultura.
È per questo che ritengo sbagliato appoggiare governi "Liberisti" filo americani. Quei partiti che parlano di "Libertà"nel senso di "liberismo" (vedere ad esempio il "Partito della Libertà" che si vuole fondare qui in Italia) in realtà utilizzano il termine "Libertà" in modo molto subdolo: la "Libertà" è intesa SOLO come "libertà economica" che, portata all'estremo come negli USA, porta inesorabilmente ad una Democrazia "INSana", che a sua volta permette di intaccare tutte quante le Libertà dei cittadini.
Acconsentire a ciò è come acconsentire a farsi legare. Una volta legato si è solo un "Uomo Morto Che Cammina".

 
04 Giugno 2006

L'Egoismo e la Natura

Analizzando la natura mi è sembrato di individuare l'egoismo come elemento fondante di tante cose: in primo luogo la lotta tra le specie non ci sarebbe se i singoli esemplari delle singole specie non considerassero più importante la propria esistenza e quella dei propri simili rispetto a quella di altri esemplari di altre specie; in secondo luogo in molte specie animali è possibile notare alcuni comportamenti per cui alcuni individui della medesima specie vivente creano dei branchi/gruppi e questi gruppi sono in rivalità gli uni con gli altri e si combattono tra loro; infine in talune specie animali (sopratutto nei mammiferi predatori) mi è sembrato di poter evidenziare diversi comportamenti che vanno persino oltre al comportamento di gruppo: ad esempio i leoni e gli orsi bianchi uccidono i cuccioli di altri leoni/orsi prima di accoppiarsi con una femmina e a volte uccidono persino i propri cuccioli.
È inoltre palese che la natura permetta sistematicamente ad una specie vivente di elevarsi sopra le altre specie e dominarle. Ma quali sono le specie viventi più adatte ad interpretare il ruolo didominatrici? Ovvio: i predatori più intelligenti, egoisti e assetati di potere. Le altre specie pacifiche e altruiste, accontentandosi del loro spazio vitale, lasceranno involontariamente via libera alle specie più egoiste di lottare per contendersiil potere di dominarle. La natura è quindi un sistema che permette endemicamente agli egoismi di vincere sugli altruismi.
E chi è attualmente è il vincitore di questa sfida? L'uomo. Analizzandone il comportamento nell'arco dei millenni e dei continenti si può notare come questo sia rimasto sostanzialmente invariato e si siano ripetuti i medesimi errori, con conseguenze però di volta in volta sempre più gravi (proporzionali al potere via via accresciuto sulla natura).
L'egoismo porta inoltre all'autodistruzione: prima si lotta contro le altre specie per il possesso e il potere, poi, una volta vinte le specie rivali, si passa a lottare per il predominio del proprio branco/gruppo sugli altri branchi, infine scatta la lotta tra membri del gruppo dominante, in una spirale di lotta che ha come fine ultimo l'annullamento (ne rimarrà solo uno...). Se l'uomo (come pare) continuerà con questi comportamenti, come si dice comunemente, finirà col distruggere tutto: se stesso e gli altri. Se incidentalmente in questa spirale d'odio l'uomo distruggesse solo se stesso, per via dell'egoismo della natura, un'altra specie vivente diventerebbe presto la nuova dominatrice planetaria. Sarebbe questa specie meno feroce? Se per esempio il leone avesse oggi il potere che invece ha l'uomo, esso si comporterebbe meglio? Non ne sono sicuro manon credo...
Se definiamo l'egoismo come un modo di essere negativo, oltre che distruttivo, e se parallelamente lo riconosciamo come elemento fondante nella lotta tra le specie, tra branchi e tra singoli individui, ne deriva che la natura intera è negativa e distruttiva. La natura intera tende all'autodistruzione. Il motivo di ciò sta nel fatto che essa permette all'egoismo di vincere, il quale a sua volta non può che sfociare nella distruzione e nell'annullamento... Allora la natura non è altro che un'eterna sinusoide di creazione e distruzione, come testimonia benissimo anche il ciclo di vita di ognuno di noi.
E allora, se questo sarà sempre un mondo dominato dai cattivi (e un mondo dominato dai cattivi è un pericolo per gli altri mondi) tendente all'annullamento, è esso un mondo meritevole di esistere? Certo, quello alla vita è un diritto di tutti, ma se la nostra (o una futura) civiltà venisse a contatto con nuove forme di vita pacifiche e meno egoiste (diciamo venute dallo spazio), proprio come è avvenuto con la tratta dei neri e la colonizzazione Americana, queste specie verrebbero sottomesse e annientate? Possiamo continuare a permettere tutto ciò? È giusto lottare per qualcosa di cattivo e pericoloso? Teoreticamente una cosa cattiva deve essere fermata prima che compia danni peggiori e, lottare per la sopravvivenza dell'uomo (contro l'autodistruzione) e del sistema natura, secondo queste premesse, equivarrebbe a lottare per la futura distruzione di altre specie più valevoli..


Ma è veramente così? È la natura per intero negativa?
Inverità vi dico: non si può confondere una nazione con il suo governo, tanto più se questo non è stato democraticamente eletto.
Anche se il nostro autoritario sistema “natura” non ha nessuna misura restrittiva nei confronti dell'egoismo, fortunatamente non tutto in natura è egoismo: così come è facile individuare comportamenti particolarmente egoisti, aggressivi e distruttivi nei predatori o nei virus, è altrettanto importante notare come questi comportamenti siano assenti in altre specie viventi terrestri e acquatiche. Le gazzelle non uccidono altre specie viventi, ne fanno guerre tra branchi e nemmeno uccidono i piccoli. Anche se persino tra le piante ci sono delle specie infestanti, la maggior parte di esse in primavera espone generosamente i propri fiori e frutti, come banchetti liberi al mercato rionale e non uccide altre piante o animali. Meritano queste pacifiche e altruiste specie di essere distrutte?? NO! E allora? Allora bisogna prodigarsi per salvaguardarle, bisogna impedire all'uomo di distruggere tutto! Bisogna lottare contro la specie più infestante di tutte: quella degli uomini avidi e ignoranti!


Ultimo quesito: appurato che bisogna lottare contro le specie infestanti e appurato che quella umana è una di queste, è legittimo che qualcuno tra gli uomini più illuminati che vogliono lottare contro l'egoismo, si erga a “giudice” e condanni a morte le specie infestanti?
Questo avviene ogni giorno ad esempio quando si sterminano le nutrie o i cosìdetti “corvi”... Ha l'uomo il diritto di farlo?.. Può l'uomo sostituirsi alla natura e governare il pianeta verso il contenimento dell'egoismo e verso un altro equilibrio? E' (tra l'altro) l'uomo così maturo, civilizzato ed evoluto da poterlo fare? E' giusto farlo?..

Se l'uomo non governerà almeno se stesso è possibile che l'intero mondo vada perduto, se non governerà le altre specie, è possibile che alcune specie tra le più pacifiche si estinguano. Se governerà male, sicuramente tante vite valevoli andranno perdute. Inoltre, nell'ambito di una teorica “buonificazione” mondiale, sicuramente il fattore competitivo andrebbe perduto, l'evoluzione rallenterebbe e la terra sarebbe più soggetta apossibili attacchi da parte di altre forme di vita più egoiste. Secondo me non ci si può però fasciare la testa pensando a risvolti che potrebbero non avvenire mai; quindi, alla fine della discussione, sono arrivato a questa conclusione:
cominciamo a governare gli uomini in modo saggio e, dove strettamente necessario, prendiamo qualche provvedimento per salvaguardare alcune specie viventi, in sostanza: in modo mirato ed incisivo: “buonifichiamo”!

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