12 Novembre 2011

Nere sono le cinghie dei fucili



 


Fu così che il dolore scivolò tra le dita e si perse tra le pieghe dei vestiti Fu così che i gesti banali si fecero eroici e i miei pugni si aprirono ad accogliere le tue mani. Mentre il fronte occidentale crollava sui soldati e rieccheggiavano le bestemmie dei fucili inceppati. Bruciavano le gole aggredite dalla vodka davanti ai falò... Così ti abbracciai sotto un cielo di fango mentre le bombe cadevano e i soldati ti avrebbero presto trovato. Con le baionette dei fucili sul dorso della notte tracciavamo segrete costellazioni e lanciavamo minacce alla luna che vegliava come uno sbirro su di noi. Il plotone seguì le nostre orme nella terra facendosi strada tra la vegetazione oltrepassò le trincee ancora poopolate di fantasmi ancora umide di paura e giunse ad una radura, i resti dell'accampamento e il segno sulla corteccia che indicava il dirupo a strapiombo nel cielo estivo...

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